giovedì 24 novembre 2016

Il veleno vien di notte

Il polverino dell'Ilva di Taranto continua ad arrivare a Catania. Ieri sera, intorno alle 11, la nave Eurocargo Livorno della Grimaldi Lines ha sbarcato l'ennesimo carico di veleni. La destinazione finale è sempre la stessa: Melilli, contrada Bagali, discarica Cisma Ambiente del duo Paratore-Balistreri. Dallo scalo etneo, questa volta, sono partiti cinque automezzi dell'azienda pugliese Setras, con base operativa a Priolo Gargallo.


Il porto di Catania a quell'ora è semi-deserto. Ci sono gli ultimi autisti in uscita, due uomini di guardia, ma soprattutto una gran calma. C'è silenzio e c'è attesa. Una camionetta dell'esercito fa la ronda: operazione strade sicure. Eppure l'ingresso della zona commerciale, in via Acquicella Porto, rimane una piazza di spaccio e sfruttamento della prostituzione.

Poco dopo le 11 e trenta, ecco muoversi i cinque camion.

A fermarli finora non è bastato l'appello di ambientalisti, comitati territoriali e sindacati di base che, la scorsa settimana, chiedevano al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti «il blocco immediato dell’importazione in Sicilia degli scarti industriali dell’Ilva, nell’attesa di ridiscutere e ricercare delle modalità più sostenibili e, soprattutto, più trasparenti per risolvere il problema del corretto smaltimento di questo genere di rifiuti». Partendo da «un coinvolgimento attivo delle comunità locali». 

Il traffico va avanti, settimana dopo settimana. Tonnellate di rifiuti speciali in transito. Come se nulla fosse, perché di nulla deve restare traccia. Tutto, in un attimo, sarà seppellito in un enorme buco. Nella terra e nella carne di un triangolo della morte, a notte fonda. Mentre i suoi abitanti dormono. 

Nessun commento:

Posta un commento