mercoledì 31 maggio 2017

Chiarimenti su rischio nucleare e piani di emergenza (a beneficio di amministratori disinformati e prefetti inadempienti)

il sottomarino nucleare Uss Scranton approdato al porto di Augusta il 6 marzo 2011
Dopo le dichiarazioni espresse da amministratori e consiglieri nell'ultima seduta del Consiglio comunale di Augusta (25 maggio) sulla vicenda relativa al passaggio di sottomarini atomici nel porto megarese, sembra necessario offrire pubblicamente alcune informazioni essenziali e utili a correggere affermazioni giuridicamente inesatte e stimolare un efficace intervento delle istituzioni civili e politiche nonché un attivismo consapevole di tutti i cittadini. Ecco una breve nota informativa su rischio nucleare e piani di emergenza per la sosta e il transito del naviglio nucleare in porto
Il decreto legislativo 17 marzo 1995 n. 230 e s.m.i., attuativo delle direttive n. 89/618/Euratom e n. 96/26/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti, prevede che lo Stato provveda alla tutela delle popolazioni potenzialmente esposte al rischio di incidenti negli impianti nucleari delle varie tipologie mediante la predisposizione di specifici piani di emergenza (art 115, d.lgs. 230/95). Detto obbligo sussiste anche nei casi in cui il rischio non sia preventivamente correlabile con alcuna area del territorio nazionale, nei casi di impianti situati al di fuori del territorio nazionale, nel corso di trasporti di sostanze radioattive e – in particolare – in caso di incidenti su naviglio a propulsione nucleare in aree portuali. Aspetto fondamentale della predisposizione dei piani di emergenza per i cc. dd. rischi di incidente nucleare è la specifica campagna di informazione (art 129, d.lgs. 230/95) a carattere obbligatorio: le informazioni devono essere sempre accessibili al pubblico e devono essere fornite senza che la popolazione debba richiederle. La popolazione deve, inoltre, essere regolarmente informata e regolarmente aggiornata sulle misure di protezione sanitaria ad essa applicabili nei vari casi di emergenza prevedibili, nonché sul comportamento da adottare in caso di emergenza nucleare (art 130, d.lgs. 230/95). Di seguito alcuni stralci della normativa di settore seguiti da un chiarimento, risalente al febbraio del 2000, dell’allora Sottosegretario di Stato alla Difesa Gianni Rivera in risposta a un’interrogazione parlamentare ( Interrogazione Bertinotti e Nardini 5-07370 ). ART 116, D.LGS 230/95:Il prefetto (...) predispone il piano di emergenza esterna su territorio della provincia. Per l'attività di cui al comma 1 il prefetto si avvale di un Comitato operante alle sue dipendenze e composto da: a) il questore; b) il comandante provinciale dei vigili del fuoco; c) il comandante provinciale dell'arma dei carabinieri; d) un rappresentate dei competenti organi del servizio sanitario nazionale; e) un rappresentante dei competenti organi veterinari; f) un ispettore laureato in materie tecnico-scientifiche o in medicina e chirurgia dell'Ispettorato del lavoro competente per territorio; g) un ingegnere capo del genio civile; h) un rappresentante del competente Ispettorato compartimentale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione; i) un rappresentante del competente comando militare territoriale; l) un rappresentante del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato; m) un ufficiale di porto designato dai capi dei compartimenti marittimi interessati. Sono chiamati a partecipare ai lavori del Comitato di cui al comma 2 esperti dell'ANPA, un rappresentante della regione o dell provincia autonoma e un rappresentante del titolare dell'autorizzazione o del nulla osta. Il comando provinciale dei vigili del fuoco esplica i compiti di segreteria e attua il coordinamento dei lavori. Per tali lavori il prefetto si avvale altresi' dei rappresentanti di enti, istituzioni ed altri soggetti tenuti al concorso ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 febbraio 1992, n. 225”. DAL DPCM 10 FEBBRAIO 2010: linee guida per la pianificazione di emergenza nelle aree portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare: “Per la redazione del piano di emergenza esterna in questione assume valenza fondamentale la redazione del rapporto tecnico. Tale rapporto verrà predisposto, per il naviglio militare, dal Ministero della difesa e, per il naviglio civile, dall'agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici in collaborazione con l'autorità portuale o con l'autorità marittima per gli elementi d'informazione di specifica competenza. (...) Nel caso di aree portuali o installazioni militari il rapporto tecnico verrà trasmesso dall'amministrazione militare all'agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici. L'agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, sulla base del rapporto tecnico, redigerà una relazione critica riassuntiva sulle conseguenze radiologiche e sulla necessità di monitoraggio ambientale consequenziale. (...) Al fine di assicurare la protezione della popolazione e dei beni dagli effetti dannosi derivanti da una emergenza nucleare nelle aree portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare il prefetto competente predispone o aggiorna, sulla base del rapporto tecnico di cui al paragrafo precedente un apposito piano di emergenza esterna dell'area portuale d'intesa con la regione o con la provincia autonoma interessata, nelle sue componenti di protezione civile e sanità; le medesime amministrazioni regionali ovvero le province autonome interessate provvedono al rilascio dell'intesa dianzi richiamata sentite le amministrazioni locali interessate”. GIANNI RIVERA, SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER LA DIFESA, FEBBRAIO 2000: Non rientra nella competenza delle Amministrazioni militari la elaborazione di «Piani d'emergenza per la popolazione civile». I piani d'emergenza relativi alla sosta nei porti di unità a propulsione nucleare approntati dai Comandi militari marittimi hanno lo scopo di dettare disposizioni di dettaglio in merito alle azioni da attuare per il monitoraggio delle manovre e della sosta delle unità in esame, negli ambiti portuali e nelle relative rade e di prevedere interventi di concorso ai competenti organismi locali e della protezione civile nella remota eventualità di incidenti che vedano coinvolte tali unità; è per questo motivo che i piani di emergenza predisposti dai Comandi militari marittimi sono estesi, tra gli altri, alle Prefetture interessate, cui risale la competenza per provvedere ad integrare i pertinenti piani di emergenza di protezione civile con le previsioni elaborate dai Comandi militari locali. Le Amministrazioni comunali interessate sono anch'esse in possesso dei piani di emergenza in materia di protezione civile ed hanno pertanto compiuta cognizione della tematica in esame”.
Da questa nota deduciamo 5 cose:
1. La predisposizione e l'aggiornamento del piano di emergenza esterna per la sosta e il transito del naviglio a propulsione nucleare nei porti, a livello locale, sono competenza del Prefetto territorialmente competente;

2. I cittadini hanno diritto di essere regolarmente informati sul comportamento da tenere in caso di emergenza radiologica. Non farlo significa violare la legge e mettere ancor più a repentaglio la sicurezza delle popolazioni civili; 

3.Per predisporre il piano di emergenza per il naviglio nucleare, il Prefetto si avvale di un apposito Comitato istituzionale che è alle sue dipendenze;

4. Non è compito dell'Amministrazione militare (esercito, marina o chicchessia) la redazione di un piano di emergenza esterna per il naviglio nucleare finalizzato alla protezione delle popolazioni civili. Compito dei militari è fornire un rapporto tecnico che sarà utilizzato per la redazione del suddetto piano da parte del Prefetto;

5. La pianificazione di emergenza in questione prevede anche il coinvolgimento delle Amministrazioni comunali competenti per territorio, che hanno il dovere di vigilare sulla corretta applicazione della legge e sulla tutela dell'ambiente, della sicurezza e della salute dei propri concittadini dal rischio nucleare.
Qui l'esposto alle procure di Siracusa e Catania presentato dai comitati No Muos e dall'associazione Peacelink: http://www.peacelink.it/disarmo/docs/5150.pdf
Gianmarco Catalano

martedì 9 maggio 2017

Augusta, porto nucleare nella Sicilia avamposto di guerra


ASSEMBLEA AD AUGUSTA (SR)

SABATO 20 MAGGIO 

PIAZZA TURATI ORE 18:00

Intervengono:



Luciano Manna - Peacelink

Pippo Gurrieri - Comitato No Muos di Ragusa
Gianmarco Catalano - Comitato No Muos - No Sigonella



Un'assemblea d'informazione e dibattito sul ruolo di Augusta, come porto militare e nucleare, nel contesto di una Sicilia oramai convertita in avamposto statunitense e Nato per le guerre in Africa, Medioriente e sud-est asiatico.


Anche alla luce del recente attacco missilistico in Siria, Augusta si conferma una delle principali basi navali del Mediterraneo a disposizione della VI flotta della Marina militare degli Stati Uniti e delle altre nazioni aderenti al Patto Atlantico. Tra depositi di missili e carburante, poligoni di tiro, antenne a microonde, pontili e istallazioni di supporto a navi e sottomarini nucleari d'attacco, il comprensorio Siracusano è una delle aree a più alta densità di strutture militari in Italia. 

Con l'entrata in funzione del Muos di Niscemi e il prossimo allargamento della base aerea di Sigonella, la progressiva e massiccia militarizzazione della Sicilia, unita a una gestione securitaria e criminalizzante dei flussi migratori, continua a opprimere la naturale vocazione di quest'isola a essere ponte di pace e solidarietà tra popoli e culture.

In un clima internazionale che minaccia l'insorgere di un conflitto nucleare, scatenato dalle recenti tensioni tra Usa e Corea del Nord, risulta allora fondamentale e urgente rompere il muro d'indifferenza attorno a questi temi, tornando a informare, discutere e mobilitarsi collettivamente contro la guerra e le sue basi fisiche, politiche, socio-economiche e ideologiche. 

Per fermare la nuova corsa globale agli armamenti, fomentata dalla presidenza Trump e finanziata dalle principali potenze occidentali attraverso i feroci tagli alla spesa sociale, oggi più che mai c'è bisogno di rivendicare e costruire politiche di pace, disarmo, solidarietà e giustizia sociale.



promuove: Comitato No Muos - No Sigonella


lunedì 8 maggio 2017

Verso Punta Izzo possibile

foto di Daniele Ballotta
Una splendida giornata di sole, una natura colorata e rigogliosa, un viaggio culturale tra passato e presente di un luogo di disarmante bellezza, da troppo tempo negato alla collettività. Un sentiero ‘possibile’ che abbiamo voluto tracciare insieme: a piedi e con un po’ d’immaginazione. 
Racconto, poesia, arte, musica: tanti linguaggi diversi e universali si sono intrecciati per andare oltre le barriere incontrate lungo il cammino. Per riattivare legami profondi e intangibili. 
“Dalle Saline a Punta Izzo” è stato un percorso eco-culturale, ma anche il tentativo di rimettere in moto un sentire comune. All’iniziativa hanno partecipato oltre 200 persone: adulti, bambini e famiglie di Augusta, Siracusa, Catania, Caltagirone, Piazza Armerina, Palermo e Taormina. Dalla facoltà di scienze politiche dell’Università di Catania ci hanno raggiunto anche decine di studenti del corso di Antropologia del Mediterraneo, coordinati dalla professoressa Mara Benadusi, per fare di questa giornata una preziosa occasione di studio delle relazioni tra territorio e popolazione.
Un risultato incoraggiante che ci dimostra, ancora una volta, che una Punta Izzo liberata, protetta e fruibile è desiderio di migliaia di cittadini da ogni parte della Sicilia. Un’istanza collettiva, oggi sostenuta anche dall’Amministrazione comunale di Augusta, che vuole scongiurare il ripristino del poligono di tiro e la permanenza di un vincolo militare incompatibile con le finalità di tutela e valorizzazione di questo comprensorio costiero ricco di valenze paesaggistiche, archeologiche e culturali. La giornata di ieri è un altro traguardo importante verso l’obbiettivo di riconoscere Punta Izzo come parco eco-culturale. Abbiamo ancora tanta strada da percorrere, lo sappiamo bene. Ma la determinazione non ci manca e nemmeno la gioia dei buoni camminatori. Dal bagno di sorrisi incrociati domenica, ne usciamo ancora più consapevoli: un’altra Punta Izzo è Possibile.

Coordinamento per Punta Izzo Possibile

sabato 6 maggio 2017

No al poligono militare, 7 maggio giornata per Punta Izzo possibile

No al ripristino del poligono militare:
Punta Izzo va tutelata e restituita ai cittadini

Il Ministero della Difesa, in risposta a un’interrogazione parlamentare del deputato Gianluca Rizzo, mercoledì scorso ha finalmente chiarito le reali intenzioni del governo e della Marina Militare sul futuro di Punta Izzo. In una nota firmata dal Sottosegretario di Stato delegato, l’onorevole Domenico Rossi, il Ministero ha infatti dichiarato che Punta Izzo rimane di «particolare interesse per la Marina Militare», essendo ancora in parte utilizzata «per attività addestrative periodiche che non richiedono l’uso di armi». A ciò ha aggiunto che «si sta valutando la possibilità di ripristinare l’uso del poligono» ufficialmente disattivo dal 1983, così confermando una notizia già diffusa un anno fa da alcune testate giornalistiche, dalla quale erano scaturite le legittime preoccupazioni e la mobilitazione di tanti cittadini e associazioni contrari alla ripresa delle esercitazioni militari a fuoco nel comprensorio costiero.          

Quanto messo nero su bianco dal Ministero della Difesa sembra di fatto respingere l’istanza popolare, sostenuta da migliaia di cittadini, finalizzata alla smilitarizzazione, alla tutela eco-culturale e alla libera fruizione del comprensorio costiero di Punta Izzo.

Inoltre a Marzo di quest’anno, a due mesi da questa istanza popolare, ha fatto seguito la richiesta dell’Amministrazione Comunale di Augusta alla Marina Militare di attivazione della procedura per la smilitarizzazione del bene.


I programmi annunciati dal governo, cioè il possibile ripristino del poligono e l’utilizzo di una porzione di costa per esercitazioni militari, contraddicono palesemente i vincoli ambientali apposti nell’area dal Piano Paesaggistico della Regione Siciliana. Questo Piano infatti riconosce il massimo livello di tutela (3), in virtù delle straordinarie valenze naturalistiche e archeologiche, non solo a Punta Izzo ma all’intera fascia costiera che dal castello di Agnone si estende fino alle ex Saline Regina, prescrivendo un divieto assoluto di edificabilità e persino di effettuare movimenti di terra che possano trasformare i caratteri morfologici e paesistici. Per contro, lo stesso Piano obbliga le istituzioni ad attuare precisi interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e tra questi: la conservazione dei valori naturali e della biodiversità, la tutela delle singolarità geologiche, la riqualificazione ambientale del litorale e la rinaturalizzazione dei tratti più o meno artificializzati con l’uso delle tecniche dell’ingegneria naturalistica, nonché l’eliminazione dei detrattori ambientali e il potenziamento della fruizione didattico-scientifica attraverso l’individuazione di itinerari naturalistici. A tutto ciò si aggiunga che l’area di Punta Izzo è attigua alle ex Saline Regina, cioè a un’importante area umida rifugio per l’avifauna, riconosciuta dall’Unione Europea come Sito d’Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), che verrebbe minacciata nei suoi naturali equilibri dalla ripresa delle esercitazioni a fuoco nel vicino poligono militare.


E’ pertanto evidente come tutte queste misure di tutela paesaggistica e il delicato contesto ambientale in cui s’inscrive Punta Izzo, siano semplicemente incompatibili con la destinazione dell’area per attività addestrative delle forze armate e con la stessa permanenza di un vincolo militare in loco. Occorre precisare in proposito che le opere e gli interventi a scopo di difesa non sono affatto esenti dal rispetto delle norme ambientali, a cominciare dalle procedure relative alla valutazione d’incidenza. Purtroppo, però, la realtà ci dimostra come in tutta la Regione Sicilia, da Niscemi a Erice passando per Agrigento, continuano a essere realizzate e si ampliano istallazioni e attività militari all'interno di riserve naturali e altre zone protette, in barba a leggi e direttive regionali, nazionali, europee e internazionali.     


Per queste ragioni, esprimiamo il nostro dissenso nei confronti dell’indirizzo del governo nazionale con riferimento all’impiego militare del comprensorio costiero di Punta Izzo, che  - ribadiamo - avviene in chiara violazione della normativa ambientale regionale e nazionale.
Invitiamo, pertanto, il Ministero della Difesa a rivedere le proprie scelte, e l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana a intervenire per rivendicare il rispetto da parte del governo nazionale delle prescrizioni del Piano Paesaggistico Regionale.


Per un esame approfondito della vicenda e per esporre in quella sede la rilevanza di queste argomentazioni tecniche e politiche, riteniamo opportuna l’immediata convocazione di un tavolo di confronto tra Comune di Augusta, Ministero della Difesa, Regione Siciliana, Agenzia del Demanio e Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, con la partecipazione anche di una rappresentanza del Coordinamento cittadino che si è fatto promotore della petizione popolare per la smilitarizzazione, la bonifica e la tutela di Punta Izzo.         



Infine, invitiamo la cittadinanza alla giornata eco-culturale di domenica 7 maggio organizzata dal Coordinamento per Punta Izzo Possibile e dall’associazione Natura Sicula. 

Al paventato ripristino del poligono di tiro rispondiamo con un'iniziativa naturalistica e culturale che vuole essere un tributo alla bellezza di questo territorio e un'ulteriore spinta al desiderio collettivo di custodirlo, valorizzarlo e renderlo fruibile.  

Appuntamento alle ore 10 presso il parcheggio del Lungomare Granatello.         

Augusta, 6 Maggio 2017

Coordinamento per Punta Izzo Possibile
Amministrazione Comunale di Augusta


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Dalle Saline a Punta Izzo, un sentiero possibile 

tra paesaggi negati e bellezze disarmanti


Augusta - domenica 7 maggio - giornata eco-culturale

Raduno ore 10 c/o parcheggio circolo Club Nautico, Lungomare Granatello




Un potenziale parco naturale, archeologico e letterario per i cittadini. Pregevole tratto di costa, attiguo alle saline di Augusta e ricco di natura, paesaggio, archeologia e storia, Punta Izzo è attualmente occupata da un'area militare che, malgrado non venga utilizzata per esercitazioni da oltre 20 anni, continua a essere presidiata per impedire la libera fruizione e balneazione. La realizzazione di un'area costiera libera è desiderio di migliaia di cittadini. Per comprenderne la valenza e l'opportunità della sua restituzione alla collettività, il Coordinamento per Punta Izzo Possibile e Natura Sicula propongono non una camminata qualsiasi, ma un sentiero 'possibile' da tracciare insieme. 
Dalle Saline Regina a Punta Izzo è un percorso che all'escursione naturalistica unirà momenti ludici e culturali volti a stimolare sensibilità, riflessione e partecipazione attiva della cittadinanza. Un'iniziativa per tutti e particolarmente indicata per i bambini.Durante la giornata, a illustrare le molteplici valenze di questa splendida porzione di territorio ci saranno Fabio Morreale (guida naturalistica), Rosa Lanteri (archeologa), Stefania Serra (geologo) e Valeria Paci (docente di lettere). Al termine dell'escursione, accolti in uno spazio verde e ispirati dall'incantevole panorama di Punta Izzo, daremo vita a un reading collettivo: parole, note e gesti per Punta Izzo Possibile. "Paesaggi negati, bellezze disarmanti" è la traccia sulla quale invitiamo tutti i partecipanti alla lettura e alla libera condivisione di pensieri o contributi letterali, poetici, musicali, teatrali e artistici. A seguire pranzo al sacco affacciati sul mare. Tra natura, bellezza, socialità e un pizzico di magia. 


PROGRAMMA

ESCURSIONE DIFFICOLTA' 2/5
Raduno: ore 10:00 ad Augusta, saline Regina c/o parcheggio circolo Club Nautico

Guide: Fabio Morreale (guida naturalistica), Rosa Lanteri (archeologa), Stefania Serra (geologo), Valeria Paci (docente lettere)

Pranzo al sacco

"PAESAGGI NEGATI, BELLEZZE DISARMANTI"
Reading collettivo: parole, note, gesti per Punta Izzo Possibile

Durante questo momento culturale, con vista sul bellissimo panorama di Punta Izzo, ci sarà un microfono aperto alla lettura e alla libera condivisione di pensieri o contributi letterari, poetici, musicali, teatrali e artistici dei partecipanti. Vi proponiamo solo una traccia: Paesaggi negati, bellezze disarmanti... Lasciatevi ispirare!

Organizzatori: Coordinamento per Punta Izzo Possibile, Natura Sicula

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/1004217133011498/