venerdì 2 giugno 2017

Augusta, rischio nucleare in porto e piano di emergenza fantasma


video

Nel video l'intervento della sindaca di Augusta Cettina Di Pietro 
durante l'ultimo consiglio comunale (25 maggio), sulla vicenda relativa al rischio connesso al transito e alla sosta del naviglio a propulsione nucleare nel porto megarese. S'invita a integrare e confrontare questo intervento con le disposizioni della normativa di settore riassunte in questa nota:  https://nmenzulastrada.blogspot.it/2017/05/chiarimenti-su-rischio-nucleare-e-piani.html


La sindaca si è limitata a farsi portavoce di
 quanto avrebbe appreso dalla Prefettura di Siracusa in un recente incontro: esisterebbe un piano di emergenza nucleare del 2007, quindi da aggiornare, ma che la sindaca non avrebbe mai avuto tra le mani. La prima cittadina ha perciò riferito una notizia (cioè l'esistenza di un piano di emergenza) che non ha direttamente verificato in concreto? La stessa sindaca ha dunque partecipato a un tavolo tecnico per contribuire ad aggiornare un piano che lei nemmeno conosce? Nessuna dietrologia: si tratta di domande legittime a cui occorrerebbe dare risposta nell'interesse dei cittadini e per la primaria tutela della loro sicurezza.

 
Un dato è certo: pur ammettendo che esista, questo piano di emergenza ad oggi rimane secretato, ossia inaccessibile, come documentano i rigetti recentemente ricevuti da alcuni cittadini e persino dal deputato nazionale Gianluca Rizzo in risposta alle richieste di accesso. La Prefettura di Siracusa prima ha fatto sapere che il piano "è in fase di aggiornamento", poi che "è in corso di definizione". Nel frattempo si omette di osservare l'obbligo (imposto dalla legge) d'informazione alla cittadinanza, che ha diritto di conoscere le norme comportamentali e le misure di sicurezza per la popolazione civile in caso d'incidente nucleare sulla base del piano ATTUALMENTE VIGENTE. Oltre a violare una specifica normativa italiana (D.Lgs. 230/95), così facendo, si sta omettendo di attuare quelle direttive comunitarie con essa recepite (direttive n. 89/618/Euratom e n. 96/26/Euratom).

Infine, a 8 giorni dall'esposto in procura e dall'appello dei comitati No Muos e di Peacelink, ancora nessun riscontro dalle istituzioni locali del comprensorio Siracusano in merito alla richiesta di vietare, come misura di prevenzione, il transito di navi e sottomarini nucleari nel porto di Augusta in mancanza di un piano prefettizio di emergenza esterna, aggiornato e accessibile al pubblico, per il rischio atomico. L'Italia, con referendum, ha scelto di dire NO al nucleare. Tuttavia, diversi porti italiani continuano a ospitare piccoli reattori atomici del naviglio militare di potenze straniere (Stati Uniti, Francia ecc.) che i tecnici dimostrano essere molto meno sicuri del nucleare civile. L'indifferenza, l'immobilismo amministrativo e l'inerzia della politica certamente non giovano alla tutela degli interessi della collettività. 

Cosa si aspetta a intervenire?


Gianmarco Catalano

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