venerdì 9 giugno 2017

I bambini di Augusta (e di tutto il mondo) hanno diritto a sognare un futuro di pace


Il Comando marittimo della Sicilia, nel mese di maggio, ha invitato i dirigenti scolastici di Augusta a partecipare (all’interno dell’open day marisicilia) a varie manifestazioni e, in particolare, ad un momento di “intrattenimento musicale”, durante il quale sarebbero stati anche presentati musiche e canti della marina militare. Innanzitutto, ci piacerebbe sapere quanti Dirigenti hanno convocato i Collegi dei Docenti che, per legge, avrebbero dovuto inserire tale manifestazione nel piano delle attività della scuola. Ma, se abbiamo dubbi sul metodo, abbiamo certezze rispetto al merito dell’iniziativa. La scuola, coerentemente con la nostra Costituzione (art. 11, L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali) dovrebbe promuovere la pace, la cooperazione, i diritti/doveri dei cittadini e dei popoli. In sostanza, educare alla democrazia, che significa innanzitutto inclusione e rispetto, e valorizzazione, delle differenze. Nell’ “intrattenimento musicale” di cui stiamo parlando colpisce, in primo luogo, vedere tante bambine e tanti bambini vestiti allo stesso modo, in qualche misura “irreggimentati”, come non vorremmo che fossero. Ma, soprattutto, che senso ha condividere un canto nel quale vengono proposti i seguenti versi:

Andar pel vaso mar
ridendo in faccia a Monna Morte e al destino!
Colpir e seppellir

Ogni nemico
che s'incontra sul cammino!
E' così che vive il marinar
nel profondo cuor del sonante mar!

Del nemico e dell'avversità
se ne infischia perché sa che vincerà!



"Ridere in faccia alla morte", "seppellire il nemico"! Esaltano, purtroppo e drammaticamente, un linguaggio, un modo di pensare, del quale, visto il contesto terribile nel quale viviamo, dovremmo al più presto liberarci. Se non altro, in nome di  tutte le persone innocenti vittime dei “danni collaterali della guerra” e del terrorismo.

Le bambine e i bambini di Augusta, e di tutto il mondo, hanno diritto a sognare un futuro di pace, la scuola deve sostenerli e aiutarli in questa direzione. Quando si privilegia un percorso opposto, duole dirlo, la scuola viene meno ai propri compiti.

                                                                                                               

 Teresa Modafferi  - Portavoce provinciale COBAS-SCUOLA Catania



*per approfondire: https://nmenzulastrada.blogspot.it/2017/06/augusta-militarismo-vele-spiegate.html

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